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Ci sono cose che ad amarle troppo si rischia di renderle infelici. Pensate a quei genitori che amano talmente i figli da non riuscire ad immaginarli lontani da loro. Bene che andrà ne faranno dei ribelli permanenti e insensati o anche molto peggio. Pensate a chi non riesce a staccarsi dal maggio 68, dal movimento del 77, dal grammofono, dall’ultima guerra, dal fascio che faceva arrivare i treni in orario, da Baffone o da re Pippetto. L’unica vita che rimane loro è quella in cui si guarda indietro, in cui i ricordi non entrano mai nell’album delle fotografie e restano ad imperare nel presente, rovinando vite col rimpianto e con la nostalgia. Ciaonè 18 novembre 2008 |
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Per la verità, quando al tramonto a volte resto un po’ con me stesso, non ho grandi rimpianti. E questo non certo perché io non abbia sbagliato, tutt’altro: ma perché col tempo ho imparato a voler bene anche ai molti errori; sarà che mi consentono di riconoscermi e di darmi una calmata nei frangenti in cui potrei montarmi la testa. Non ho neanche particolari nostalgie: la “sudade” è roba da brasiliani ed io somiglio di più ad un norvegese protestante. Più che altro io ho un certo rimpianto per i posti e le situazioni dove sarei voluto stare e, per vari motivi, non ho potuto. Ciaonè 14 novembre 2008 |
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Il PD gioisce per la vittoria di Dallai alle elezioni alla Provincia di Trento di cui si conferma presidente. Capisco la letizia. Un po’ perché l’esito era inatteso, un po’ perché ormai il PD per ricordarsi cosa sia una vittoria deve guardarsi i film di Stallone o la videocassetta della finale dei mondiali di calcio di Spagna ’82 con tutti i goal di Paolo Rossi. Devo dire che pur ritenendo Dallai una brava persona, quando ho saputo della vittoria un brivido mi ha percorso la schiena. Brivido divenuto crisi di panico quando ho letto dei risultati della destra: sfondamento della Lega e numero di voti da assemblea condominiale per Berlusconi e famiglia. Perché tanta inquietitudine? Ci ho pensato un po’ e poi ho provato a darmene una spiegazione. Ciaonè, 13 novembre 2008 |
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L’amore come la poesia, cammina e si invola per sentieri sconosciuti, spesso impensabili. Come si può riuscire a concepire e scrivere l’Infinito? E l’Antologia di Spoon River? E i Fiori del Male? Credo che nessuno lo sappia, perché la poesia è arte, è amore, è dolore e morte. Tutto e tutto insieme. Come l’amore. Tu non sai perché lei, perché lui, perché così, perché così tanto, perché la vita perde senso senza, ecc. Non può sfuggire a nessuno la forza rivoluzionaria e sovvertitrice dell’amore, né della poesia. Queste cose siamo abbastanza evoluti per saperle e per sapere che ciò che con i versi si cattura e si restituisce attraverso le parole, come nell’amore il modo in cui si vede l’altro, può non avere alcuna attinenza con la realtà e, spesso infatti, non ne ha alcuna. Ciaonè, 12 novembre 2008 |
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I messaggi di auguri sono cominciati ad arrivare alle 6 di mattina. Le ultime lacrime e le ultime grida della notte del trionfo non si erano ancora acquietate che già arrivavano telegrammi, fax, e-mail. Sarko, Brown, Zapatero, Putin, Morales, Castro, Lula. Una esplosione dovuta ma non rituale, a testimoniare il senso dell’incontro, che solo di rado si realizza, tra il mondo e la storia. Certo è che si trattava di messaggi rigidamente protocollari dai quali però, guardando bene, qualcosa sfuggiva, a testimoniare un entusiasmo genuino e, per alcuni, travolgente. “Auguri di tutto cuore Presidente”, “Tutti in piedi, passa la storia”, “Auguri fratello”, “Finalmente”. Ecco, cose così. Ciaonè, 7 novembre 2008 |
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