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Nessun luogo è lontano si costituisce ufficialmente nel 1998, per “dire” la sua sui temi dell’immigrazione. Se l’appartenenza scalabriniana di alcuni di noi ci aveva indotto, in un primo momento, ad occuparci di emigrazione, ci siamo presto accorti che “questa” senza “quella”, ci avrebbe portati diritti ad essere archiviati dalla storia.
Dalla fondazione abbiamo continuato a ragionare di spostamenti umani, a guardarci intorno, ad agire culturalmente e politicamente. Abbiamo avviato il primo centro diurno per l’infanzia immigrata, poi abbiamo inaugurato un servizio, un altro e poi altri ancora. E progetti, convegni, seminari, proposte. Abbiamo aperto in altre regioni italiane, stiamo crescendo, ma vogliamo farlo sulle nostre radici, guadagnando condivisione e fiducia in ciò che facciamo e nella nostra proposta culturale e politica.
Crediamo che l’immigrazione sia lo specchio più fedele nel riprodurre una civiltà e che l’Italia, l’Europa e tutto l’Occidente spesso avanzino lentamente e con fatica dietro un fenomeno in rapidissima evoluzione. Non solo le istituzioni e la politica, ma anche l’associazionismo e il volontariato. In questi anni abbiamo notato una grande generosità nel “fare” insieme ad una spaventosa e, a volte, consapevole arretratezza di quasi tutti gli attori in campo nel governo dell’immigrazione. Nel caso italiano, più di tutto ci colpisce il ritardo, la convenzionalità e la difesa di rendite di posizione che larga parte dell’associazionismo laico e cattolico mette in campo su questo tema.
Crediamo che il fenomeno, prigioniero di diatribe ideologiche tra accoglienza e rifiuto, apertura e richiesta di sicurezza, rallenti qualunque volontà riformatrice e ribadisca conflittualità finte: poiché un fondamentalismo, si regge in piedi solo se esiste il suo opposto. Noi, quando proponiamo innovazione in campo legislativo, economico, dei servizi e della partecipazione democratica, lo facciamo perché è ciò che vogliamo fare, che riteniamo giusto e che ci riesce meglio. Ma non solo. Lo facciamo anche perché chi dovrebbe e potrebbe, non lo fa. Per pigrizia, opportunismo o, ancora peggio, impreparazione. Per noi la politica è, come è stato detto, impegno e duro lavoro. Così sappiamo farla e così crediamo che vada fatta.
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