|
|
Halloween e Cacciari |
|
|
|
Quanto mi urta trovarmi d’accordo con Cacciari. Quando penso a lui non mi viene di pensare al sindaco o al filosofo che dicono che sia, ma alla new economy: la più gigantesca panzana degli ultimi vent’anni. E’ spocchioso, supponente, assolutamente slegato dall’obbligo che hanno i comuni mortali di stabilire un nesso tra quello che vale e quanto lo pagano. Una specie di Sgarbi, più scaltro e meno brillante. Fa un figurone quando parla con Rutelli, ma culturalmente chi non lo farebbe? Credo che i Geymonat, i Severino, gli Antiseri, i Somenzi, se fossero ancora tutti vivi, citerebbero per danni chi lo chiama filosofo, mentre Dozza, Zangheri, Petroselli, Nathan, se sapessero che fa il sindaco, morirebbero di crepacuore se molti di loro non fossero già morti. Fatte queste brevi e doverose specifiche, quando uno ha ragione tocca dargliela. La festa di Halloween è una minchiata da Centro Commerciale, una puzzonata da ufficio marketing, che dopo aver rincoglionito i bambini con Disney Channel, li finisce con la maschera da strega. E’ un pezzo che non credo più che gli americani siano tutti ricchi e cretini, ma se penso ad halloween mi sembra di aver cambiato opinione troppo in fretta. Cacciari ha ragione anche quando deride la festa della mamma, del babbo, del nonno: solo pretesti per vendere collant da bancarella, vermuth squarciabudella e cateteri a prezzo d’ingrosso. Un vero schifo, che però mi porta ad avere un mare di fiducia verso i giovani d’oggi; se ce la fanno a diventare grandi, malgrado da piccoli abbiano chiesto: “dolcetto o scherzetto?” allora sono proprio bravi. Ciaonè, 31 ottobre 2008 |
|
House Organ |
|
Conferma il tuo sostegno con il ... …5 per mille ai bambini per il diritto alla salute! Insieme a noi con i bambini del Piccolo Principe e della Casa di Laura in Etiopia che hanno bisogno di medicine, cibo, un luogo accogliente dove trascorrere la loro convalescenza… c’è bisogno di te! Firma e inserisci il codice fiscale 97155970581 di Nessun luogo è lontano nel riquadro della tua dichiarazione dei redditi dedicato al sostegno delle associazioni di promozione sociale... |
|
Leggi tutto
|
|
La politica sta per andare in vacanza. Vacanze brevi, intermittenti, cariche di veleni e di incertezze sul futuro. Cadrà il governo? Sì? No? Sì ma a quali condizioni? No ma con quali stratagemmi? Uscirà Fini? Entrerà Montezemolo? Si farà il terzo polo? Faranno un walk - around attorno al Quirinale per costringere Napolitano a concedere le elezioni piuttosto che assistere troppo a lungo ad un girotondo di anziani mezzo deficienti? Incognite, misteri, ubbìe forse. Tra i molti quesiti, alcuni paiono determinanti: se Berlusconi vuole proprio rompere, su cosa romperà? Dicono che non potrà farlo quando andranno in approvazione quelle leggi fatte su misura per lui ( lodo Alfano, legittimo impedimento, intercettazioni, ecc); ciò non toglie che potrebbe farlo su leggi di interesse generale, che rientrino nel programma con cui il pdl ha vinto le elezioni e sul quale Berlusconi può pretendere coerenza e lealtà dai finiani. Detto così non sembra difficile fare previsioni, invece è tutto maledettamente complicato. 6 agosto 2010
|
|
Leggi tutto
|
|
Per qualcuno di noi quello appena trascorso è stato un buon fine settimana, come non accadeva da tempo. “Felice” è dire troppo, “con un lampo di speranza”, si avvicina di più alla realtà. Merito della sentenza con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il ricorso del Governo contro la Regione Toscana, che nella sua legge regionale sull’immigrazione ha stabilito che i servizi socio – sanitari vanno estesi anche agli immigrati clandestini. Ne siamo felici, felici come non lo eravamo da tempo: sabato mattina, letti i giornali, alcuni di noi si sono telefonati, hanno scambiato idee, immaginato progetti per il futuro. 26 luglio 2010 |
|
Leggi tutto
|
|
Certamente la crisi economica ha risvolti allarmanti, così come li hanno l’inquinamento, il surriscaldamento globale o l’esplosione demografica. Fino a due anni fa ci preoccupava il futuro dei nostri figli, oggi ci sembra che anche il nostro dopodomani non sia più così sicuro. Fino a qualche anno fa il nostro forte inguaribile provincialismo ci avrebbe fatto consolare con il fatto che la crisi non è solo nostra ma di tutta l’Europa e dell’Occidente in generale; ora sembriamo almeno aver capito che il mal comune non fa mezzo gaudio, ma un disastro intero. È già qualcosa! Disconoscere o anche solo attutire l’importanza drammatica di questi concretissimi problemi, sarebbe impensabile. Eppure qualcosa non mi torna e un dubbio mi assilla stando alle preoccupazioni che sento raccontare, di cui leggo sui giornali, di cui ragiono con i miei amici. Non è che ci stiamo concentrando sugli effetti e ignoriamo che esistono delle cause? 13 luglio 2010 |
|
Leggi tutto
|
|
|
|