|
|
Sarà una lunga notte |
|
|
|
L’ultima volta che aspettavo il verdetto con la stessa ansia ero ragazzino: verso le 3 del mattino, ora italiana, si sarebbero incontrati, sul quadrato del mitico Madison Squeare Garden di New York, Cassius Clay ( Mohammed Alì) e Joe Frazier, per il titolo mondiale dei pesi massimi, l’unico che conti davvero. Stessa ambientazione: l’America, stesso tipo di scontro: l’eleganza, l’intelligenza senza confini, la capacità affabulatoria di Clay –Alì, contro la forza brutale e paranoica da sobborgo proletario senza cultura e senza speranza, senza futuro e senza pietà, di Joe Frazier. Rimasi sveglio, tremante e spiritato attendendo il suono del gong, mi appisolai verso le 2, mio padre mi svegliò, su mia preghiera, pochi minuti prima delle 3. Lo scontro fu durissimo: Clay boxava come al solito, danzando, pungendo, arretrando, avanzando d’improvviso, irridendo più che l’avversario, il suo essere così umano di fronte a lui, così divino. Vinse Frazier, perché il mondo non è come noi lo vorremmo a volte, a volte può un uomo con una bestemmia fare male ad un dio, capitò anche quella volta. Stanotte i Frazier saranno, la crisi economica, il razzismo mai sopito, i disoccupati dell’Ohio, i coatti dei sobborghi in Pennsylvania, i fondamentalisti baciapile e buzzurri della Florida. Tanto per cambiare, le sorti del possibile sono nelle mani del probabile e questo al di là di ciò che Obama è, ma per ciò che Obama rappresenta. Dobbiamo sperare che per una volta l’acqua finalmente scorra verso l’alto, che i fiumi risalgano la corrente, che la neve sia rossa e che l’alba sorga in piena notte. Dobbiamo sperarlo, non abbiamo altra via. Ciaonè, 4 novembre 2008 |
|
House Organ |
|
Conferma il tuo sostegno con il ... …5 per mille ai bambini per il diritto alla salute! Insieme a noi con i bambini del Piccolo Principe e della Casa di Laura in Etiopia che hanno bisogno di medicine, cibo, un luogo accogliente dove trascorrere la loro convalescenza… c’è bisogno di te! Firma e inserisci il codice fiscale 97155970581 di Nessun luogo è lontano nel riquadro della tua dichiarazione dei redditi dedicato al sostegno delle associazioni di promozione sociale... |
|
Leggi tutto
|
|
La politica sta per andare in vacanza. Vacanze brevi, intermittenti, cariche di veleni e di incertezze sul futuro. Cadrà il governo? Sì? No? Sì ma a quali condizioni? No ma con quali stratagemmi? Uscirà Fini? Entrerà Montezemolo? Si farà il terzo polo? Faranno un walk - around attorno al Quirinale per costringere Napolitano a concedere le elezioni piuttosto che assistere troppo a lungo ad un girotondo di anziani mezzo deficienti? Incognite, misteri, ubbìe forse. Tra i molti quesiti, alcuni paiono determinanti: se Berlusconi vuole proprio rompere, su cosa romperà? Dicono che non potrà farlo quando andranno in approvazione quelle leggi fatte su misura per lui ( lodo Alfano, legittimo impedimento, intercettazioni, ecc); ciò non toglie che potrebbe farlo su leggi di interesse generale, che rientrino nel programma con cui il pdl ha vinto le elezioni e sul quale Berlusconi può pretendere coerenza e lealtà dai finiani. Detto così non sembra difficile fare previsioni, invece è tutto maledettamente complicato. 6 agosto 2010
|
|
Leggi tutto
|
|
Per qualcuno di noi quello appena trascorso è stato un buon fine settimana, come non accadeva da tempo. “Felice” è dire troppo, “con un lampo di speranza”, si avvicina di più alla realtà. Merito della sentenza con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il ricorso del Governo contro la Regione Toscana, che nella sua legge regionale sull’immigrazione ha stabilito che i servizi socio – sanitari vanno estesi anche agli immigrati clandestini. Ne siamo felici, felici come non lo eravamo da tempo: sabato mattina, letti i giornali, alcuni di noi si sono telefonati, hanno scambiato idee, immaginato progetti per il futuro. 26 luglio 2010 |
|
Leggi tutto
|
|
Certamente la crisi economica ha risvolti allarmanti, così come li hanno l’inquinamento, il surriscaldamento globale o l’esplosione demografica. Fino a due anni fa ci preoccupava il futuro dei nostri figli, oggi ci sembra che anche il nostro dopodomani non sia più così sicuro. Fino a qualche anno fa il nostro forte inguaribile provincialismo ci avrebbe fatto consolare con il fatto che la crisi non è solo nostra ma di tutta l’Europa e dell’Occidente in generale; ora sembriamo almeno aver capito che il mal comune non fa mezzo gaudio, ma un disastro intero. È già qualcosa! Disconoscere o anche solo attutire l’importanza drammatica di questi concretissimi problemi, sarebbe impensabile. Eppure qualcosa non mi torna e un dubbio mi assilla stando alle preoccupazioni che sento raccontare, di cui leggo sui giornali, di cui ragiono con i miei amici. Non è che ci stiamo concentrando sugli effetti e ignoriamo che esistono delle cause? 13 luglio 2010 |
|
Leggi tutto
|
|
|
|