|
|
Cosa non avrei dato |
|
|
|
Per la verità, quando al tramonto a volte resto un po’ con me stesso, non ho grandi rimpianti. E questo non certo perché io non abbia sbagliato, tutt’altro: ma perché col tempo ho imparato a voler bene anche ai molti errori; sarà che mi consentono di riconoscermi e di darmi una calmata nei frangenti in cui potrei montarmi la testa. Non ho neanche particolari nostalgie: la “sudade” è roba da brasiliani ed io somiglio di più ad un norvegese protestante. Più che altro io ho un certo rimpianto per i posti e le situazioni dove sarei voluto stare e, per vari motivi, non ho potuto. Da piccolo avevo il rammarico di non essere stato presente a Little Big Horn con Toro Seduto e il generale Custer: beata innocenza, mica mi rendevo conto del pericolo che avrei corso. Da adolescente, ho avuto a lungo il rimpianto di non essere nato sulle montagne del modenese come Francesco Guccini, eroe della mia prima giovinezza. Mi sarebbe piaciuto stare in Bolivia con Che Guevara, in Francia con Robespierre, a Fontana di Trevi quando Totò la vende all’italoamericano Decio Cavallo. Sarei voluto stare sul set con Allen, col Troisi de Il Postino, con i Fratelli Taviani quando giravano Kaos. Sarei voluto stare con Bergman in tutti i film, soprattutto quando c’era Liv Ullmann, eterno amore dei miei quindici anni. Ma soprattutto sarei voluto starci ieri, nell’albergone romano dove Veltroni ha presentato il governo ombra a novantotto ambasciatori di tutto il mondo. E’ passata la storia e io non c’ero. Con Piero Fassino che ha letto perfino un moderato intervento di 37 cartelle…una vera libidine mancata, Ciaonè 14 novembre 2008
|
|
House Organ |
|
Conferma il tuo sostegno con il ... …5 per mille ai bambini per il diritto alla salute! Insieme a noi con i bambini del Piccolo Principe e della Casa di Laura in Etiopia che hanno bisogno di medicine, cibo, un luogo accogliente dove trascorrere la loro convalescenza… c’è bisogno di te! Firma e inserisci il codice fiscale 97155970581 di Nessun luogo è lontano nel riquadro della tua dichiarazione dei redditi dedicato al sostegno delle associazioni di promozione sociale... |
|
Leggi tutto
|
|
La politica sta per andare in vacanza. Vacanze brevi, intermittenti, cariche di veleni e di incertezze sul futuro. Cadrà il governo? Sì? No? Sì ma a quali condizioni? No ma con quali stratagemmi? Uscirà Fini? Entrerà Montezemolo? Si farà il terzo polo? Faranno un walk - around attorno al Quirinale per costringere Napolitano a concedere le elezioni piuttosto che assistere troppo a lungo ad un girotondo di anziani mezzo deficienti? Incognite, misteri, ubbìe forse. Tra i molti quesiti, alcuni paiono determinanti: se Berlusconi vuole proprio rompere, su cosa romperà? Dicono che non potrà farlo quando andranno in approvazione quelle leggi fatte su misura per lui ( lodo Alfano, legittimo impedimento, intercettazioni, ecc); ciò non toglie che potrebbe farlo su leggi di interesse generale, che rientrino nel programma con cui il pdl ha vinto le elezioni e sul quale Berlusconi può pretendere coerenza e lealtà dai finiani. Detto così non sembra difficile fare previsioni, invece è tutto maledettamente complicato. 6 agosto 2010
|
|
Leggi tutto
|
|
Per qualcuno di noi quello appena trascorso è stato un buon fine settimana, come non accadeva da tempo. “Felice” è dire troppo, “con un lampo di speranza”, si avvicina di più alla realtà. Merito della sentenza con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il ricorso del Governo contro la Regione Toscana, che nella sua legge regionale sull’immigrazione ha stabilito che i servizi socio – sanitari vanno estesi anche agli immigrati clandestini. Ne siamo felici, felici come non lo eravamo da tempo: sabato mattina, letti i giornali, alcuni di noi si sono telefonati, hanno scambiato idee, immaginato progetti per il futuro. 26 luglio 2010 |
|
Leggi tutto
|
|
Certamente la crisi economica ha risvolti allarmanti, così come li hanno l’inquinamento, il surriscaldamento globale o l’esplosione demografica. Fino a due anni fa ci preoccupava il futuro dei nostri figli, oggi ci sembra che anche il nostro dopodomani non sia più così sicuro. Fino a qualche anno fa il nostro forte inguaribile provincialismo ci avrebbe fatto consolare con il fatto che la crisi non è solo nostra ma di tutta l’Europa e dell’Occidente in generale; ora sembriamo almeno aver capito che il mal comune non fa mezzo gaudio, ma un disastro intero. È già qualcosa! Disconoscere o anche solo attutire l’importanza drammatica di questi concretissimi problemi, sarebbe impensabile. Eppure qualcosa non mi torna e un dubbio mi assilla stando alle preoccupazioni che sento raccontare, di cui leggo sui giornali, di cui ragiono con i miei amici. Non è che ci stiamo concentrando sugli effetti e ignoriamo che esistono delle cause? 13 luglio 2010 |
|
Leggi tutto
|
|
|
|