|
|
Non basta mica |
|
|
|
Già è un miracolo che lo facciano andare in onda di notte, ad un’ora in cui alla maggior parte della gente cade la testa dal sonno. Io cerco, quando posso, di vedermelo questo “Parla con me” di Serena Dandini. Certo fa un po’ di tenerezza questo programmino lasciato lì solo, a ricordarci che non tanto tempo fa non c’era solo la TV del caimano. Allora però era tutto diverso: c’era Curzi, Guglielmi, Gloria De Antoni, Santoro che era ancora un giornalista e tanti altri. Ora Dandini, con la non trascurabile compagnia del volenteroso Vergassola, sembra un po’ il ragazzino di “Mamma ho perso l’aereo”, dimenticato a casa dai genitori e lasciato alle prese con degli squinternati predoni. Però il convento questo passa e bisogna accontentarsi. Ieri sera è cominciato il programma che avevo appena finito di sbadigliare, con una intervista ad una intelligente e ironica Miriam Mafai. Politica, cultura, società, ricordi. Una chiacchierata seria sul filo della satira e della buona creanza. Poi alla Dandini è scappato un piede e ha borbottato che “se in Parlamento ci fossero più donne….” Cara Dandini, capisco e partecipo delle tue nostalgie ma avere più donne non basta mica se somigliano, anche solo vagamente, alla Mussolini, alla Prestigiacomo, alla Lussana, alla Gardini, alla Belillo, alla Gasparrini. Ci sarebbe solo bisogno di buoni parlamentari, un filo intelligenti. Donne o uomini, chissenefrega! Ciaonè, 30 ottobre 2006 |
|
House Organ |
|
Conferma il tuo sostegno con il ... …5 per mille ai bambini per il diritto alla salute! Insieme a noi con i bambini del Piccolo Principe e della Casa di Laura in Etiopia che hanno bisogno di medicine, cibo, un luogo accogliente dove trascorrere la loro convalescenza… c’è bisogno di te! Firma e inserisci il codice fiscale 97155970581 di Nessun luogo è lontano nel riquadro della tua dichiarazione dei redditi dedicato al sostegno delle associazioni di promozione sociale... |
|
Leggi tutto
|
|
La politica sta per andare in vacanza. Vacanze brevi, intermittenti, cariche di veleni e di incertezze sul futuro. Cadrà il governo? Sì? No? Sì ma a quali condizioni? No ma con quali stratagemmi? Uscirà Fini? Entrerà Montezemolo? Si farà il terzo polo? Faranno un walk - around attorno al Quirinale per costringere Napolitano a concedere le elezioni piuttosto che assistere troppo a lungo ad un girotondo di anziani mezzo deficienti? Incognite, misteri, ubbìe forse. Tra i molti quesiti, alcuni paiono determinanti: se Berlusconi vuole proprio rompere, su cosa romperà? Dicono che non potrà farlo quando andranno in approvazione quelle leggi fatte su misura per lui ( lodo Alfano, legittimo impedimento, intercettazioni, ecc); ciò non toglie che potrebbe farlo su leggi di interesse generale, che rientrino nel programma con cui il pdl ha vinto le elezioni e sul quale Berlusconi può pretendere coerenza e lealtà dai finiani. Detto così non sembra difficile fare previsioni, invece è tutto maledettamente complicato. 6 agosto 2010
|
|
Leggi tutto
|
|
Per qualcuno di noi quello appena trascorso è stato un buon fine settimana, come non accadeva da tempo. “Felice” è dire troppo, “con un lampo di speranza”, si avvicina di più alla realtà. Merito della sentenza con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il ricorso del Governo contro la Regione Toscana, che nella sua legge regionale sull’immigrazione ha stabilito che i servizi socio – sanitari vanno estesi anche agli immigrati clandestini. Ne siamo felici, felici come non lo eravamo da tempo: sabato mattina, letti i giornali, alcuni di noi si sono telefonati, hanno scambiato idee, immaginato progetti per il futuro. 26 luglio 2010 |
|
Leggi tutto
|
|
Certamente la crisi economica ha risvolti allarmanti, così come li hanno l’inquinamento, il surriscaldamento globale o l’esplosione demografica. Fino a due anni fa ci preoccupava il futuro dei nostri figli, oggi ci sembra che anche il nostro dopodomani non sia più così sicuro. Fino a qualche anno fa il nostro forte inguaribile provincialismo ci avrebbe fatto consolare con il fatto che la crisi non è solo nostra ma di tutta l’Europa e dell’Occidente in generale; ora sembriamo almeno aver capito che il mal comune non fa mezzo gaudio, ma un disastro intero. È già qualcosa! Disconoscere o anche solo attutire l’importanza drammatica di questi concretissimi problemi, sarebbe impensabile. Eppure qualcosa non mi torna e un dubbio mi assilla stando alle preoccupazioni che sento raccontare, di cui leggo sui giornali, di cui ragiono con i miei amici. Non è che ci stiamo concentrando sugli effetti e ignoriamo che esistono delle cause? 13 luglio 2010 |
|
Leggi tutto
|
|
|
|