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( di B.C.) Al 27 di ottobre il totale di sbarchi erano pari a 5.827 (rispetto ai 27.384 del mese di ottobre del 2016). Sono dati del Viminale. In effetti, a partire da luglio quando è entrato in vigore l’accordo con le autorità (e milizie libiche) il calo negli arrivi è stato drastico, a un prezzo però molto alto sui diritti umani di queste persone, rinchiuse nei centri di detenzione in Libia a condizioni chele organizzazioni umanitarie internazionali definiscono “subumane”.

Nel 2016 le richieste di asilo o protezione internazionale in Italia sono state circa 122 mila, i permessi di protezione concessi sono stati 77.927.

In termini di accoglienza profughi, l’Italia è nel 2016 al quinto posto nel mondo, dopo la Germania, gli Stati Uniti, la Turchia e il Sudafrica. Nigeria, Pakistan e Gambia sono le principali cittadinanze delle persone in cerca di asilo e protezione internazionale; insieme queste tre coprono il 44,8% dei flussi in ingresso per ricerca di asilo e protezione internazionale.

Dei circa 183 mila profughi ospitati nei centri di accoglienza in Italia, il 17% (31.313, minori compresi) sono accolti negli Sprar (Servizio protezione per richiedenti asilo e rifugiati), ben il 75% nei CAS (quasi 137mila) e solo 14.388 nei CARA (Centri di accoglienza per richiedenti asilo). La Lombardia è al primo posto con il 14% nei numeri dell’ospitalità, seguita da Lazio e Campania (9%) e Sicilia (8%).

I minori stranieri non accompagnati sono stati nel primi 10 mesi del 2017 14.579. Nel 2016 erano arrivati in quasi 26 mila.

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