Storie, testimonianze e idee per gli anni che verranno Posted dicembre 17, 2018 by nslgl.admin

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Cosa abbiamo ascoltato, visto e pensato nella giornata dell’Assemblea di sabato 15 dicembre

 

Una bella mattinata di ascolto e di confronto, è stata la nostra Assemblea di sabato 15 dicembre, dal titolo “Abbiamo sognato e continueremo a sognare. I 20 anni di Nessun Luogo è Lontano. Progetti e Idee per gli anni che verranno”, proprio perché … della stessa sostanza dei sogni è fatta la nostra vita associativa; e non solo.

E di sogni, declinati in idee e progetti, si è parlato. Ricordando innanzitutto quelli tragicamente interrotti di Antonio Megalizzi, il giovane reporter assassinato a Strasburgo, che ne aveva tanti (il giornalismo, l’Europa, il mondo migliore); e quelli di Silvia Romano (l’Africa, i bambini, l’educazione) che speriamo torni presto dai suoi cari. Loro, la loro gioventù e la loro capacità di guardare il mondo con ottimismo e positività, ci siano da fari.

E poi quelli dei profughi africani, tragicamente repressi dall’ignobile trattamento riservato loro nei campi libici, come testimoniato dalla durissima inchiesta/video (esclusiva di Fan page) di Sandro Ruotolo vista in apertura di giornata; e dal monologo recitato da Lorenza, “a nome di Alina”, e del suo sogno di essere una cittadina italiana “come tutte e tutti i cittadini italiani” (qui

e nell’articolo in basso leggete il testo).

Entrambi (video e parole) ammoniscono che chiamare “pacchia”, quella che per quasi tutti i rifugiati è solo il tentativo di scappare ad una morte certa e dolorossima, è un  affronto alla vita e una bestemmia umana.

Ecco, sono stati due “pugni nello stomaco”, dai quali si è voluti partire, per dire no, non ci si può “voltare dall’altra parte” facendo finta di niente.

Così i nostri sogni/progetti partono proprio dalla concretezza dell’impegno politico (quello con la P maiuscola) che vede nella situazione attuale determinatasi con il Decreto cosiddetto sicurezza, una pericolosa deriva anti-straniero. Lo ha spiegato, in sintesi ma con efficacia, Beppe Casucci, il vice-presidente dell’associazione,

autore e proponente della mozione che poi è stata approvata a fine assemblea (qui il testo nell’articolo seguente).

Quindi le voci ai testimoni diretti. I racconto di Vito D’Ettorre, giornalista di TV 2000,

che i luoghi del terrore e dell’orrore li ha visti per lavoro (Turchia, Siria, Grecia), nei campi che definire di accoglienza – ha detto – è peggio che un eufemismo, perché i requisiti minimi della dignità umana sono calpestati di frequente, per finire sulla nota nave Aquarius, potendo quindi raccontare, che no, non di crociere si tratta, ma di sbarchi di chi ha, legittimamente, speranza di sopravvivere e di realizzare una vita dignitosa che nelle condizioni del paese di nascita non gli è stato consentito.

E poi il racconto appassionato e appassionante di Alì Ehsani, afgano, fuggito dal suo paese dopo che era rimasto orfano a neanche dieci anni, con una storia incredibile e bella d’integrazione e formazione nel nostro Paese, e autore (con Francesco Casolo) del bel libro: “I ragazzi fanno grandi sogni” (pp 240, Feltrinelli).

Le testimonianze hanno dato l’opportunità di centrare in maniera diretta la questione del fenomeno immigratorio, andando al di là di provvedimenti normativi (il fatidico Decreto sicurezza con le conseguenze nefaste che produce), i numeri e le questioni amministrative: parlare di storie vere significa entrare nel cuore delle vicende umane fatte di carne e ossa. E di sofferenze e lacrime.

Quindi di vita vissuta, quella che si concretizza nelle nostre strade, nei quartieri, nelle difficili periferie di Roma, di cui ha dato un veloce profilo l’Assessore regionale all’urbanistica e alla casa Massimiliano Valeriani, da tempo amico di Nessun Luogo è Lontano. La casa, ha detto Valeriani, è il primo requisito per poter costruire un progetto di vita agibile e realizzabile, “noi in Regione stiamo cercando di dare risposte concrete, e coerenti, con sistemi regolari e trasparenti in grado di fare giustizia e soddisfare le esigenze di migliaia di famiglie”.

Quindi la seconda parte dell’Assemblea. Che ha indirizzato la riflessione sull’obiettivo “Educazione come patrimonio di tutti”, che Nessun Luogo è Lontano ha in piedi da anni, soprattutto in alcuni territori di Roma: la periferia difficile di Bastogi, il quartiere multietnico di Torpignattara e il VI Municipio nella Zona Est con il recente progetto “Scambio il Mondo” (L’intervento di Bianca Pistorio, responsabile del progetto ).

L’introduzione di don Fabio Pasqualetti (scarica qui le diapositive proiettate per l’intervento Tecnologicamente forti socialmente deboli), decano della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università Pontificia Salesiana, ha tracciato (nei pochi minuti affidatigli) un quadro generale dell’attuale situazione fatta di opportunità, difficoltà e ostacoli, in cui vive oggi qualsiasi progetto educativo. Per parlare di povertà educativa, e soprattutto immaginare strategie giuste per farvi fronte, occorre studiare e capire. Ed è quanto Nell si ripromette di fare nei prossimi mesi con la collaborazione di professionisti ed esperti come, appunto, la facoltà citata, proprio a partire dai servizi e dalla realtà che si vive nei territori. (qui gli interventi di Pasqualetti e dei responsabili dei servizi su Bastogi e Torpignattara, – Daniela Margheriti e Velio Macellari )

E’ evidente come la carne a fuoco sia tanta, i progetti non mancano e chi lavora in Nell di certo non si farà intimidire da un generale clima di scetticismo che pervade molti uomini di buona volontà e spinge a pensare che in questi tempi non conviene far nulla, sarebbe meglio, per questo modello di pensiero, lasciar passare la tempesta.

E invece se la mozione sul Decreto sicurezza vuole dare proprio un forte segnale politico sull’attuale gestione della questione immigrazione, le parole finali del presidente di Nell Fabrizio Molina

tracciano proprio lo spirito di fondo con il quale si vuole camminare negli “anni che verranno”: “dare speranza ai ragazzi” e fuggire da chi nella nostalgia dei tempi che furono, lascia che tutto accada e tutto passi.

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