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Per questo è nata l’iniziativa che ha visto nella sede della CISL FP Roma Capitale e Rieti, l’incontro con le Associazioni  CMFW Italia, Cooperativa Roma/Solidarietà Caritas di Roma, Nessun Luogo è Lontano, Virtus Italia. Ecco il testo del comunicato finale. 

“I Centri Interculturali sono una esperienza ormai quasi trentennale a Roma. La loro ispirazione e la loro attività vera consiste nello sviluppare comunità con i minori dalla prima infanzia alla maggiore età, secondo i casi, sostenendoli nello studio e nella educazione come principale, spesso unica, possibilità di riscatto. Sono Centri presenti nelle periferie più difficili della Capitale e seguire i ragazzi, vuol dire seguire le loro famiglie spesso multiproblematiche”.

Questo sono andate a dire le Associazioni che da moltissimi anni gestiscono i Centri Interculturali e che hanno trovato nella CISL FP di Roma capitale e Rieti, comprensione e vicinanza. L’incontro si è svolto nella sede della Cisl che lo ha ospitato; “conoscevamo già molti dei problemi che ci sono stati esposti dalle Associazioni – ha detto Massimiliano Morgante della Cisl fp di Roma capitale Rieti –, ma abbiamo dovuto prendere atto che la situazione reale è anche peggiore di ciò che ci risultava; l’ipotesi, purtroppo ormai molto concreta, di non rinnovare i bandi, vuol dire lasciare soli quei bambini e quei ragazzi, le loro famiglie e desertificare quartieri già molto complessi. Vuol dire perdere posti di lavoro degli operatori, vuol dire, da parte del Comune, avallare una politica che non distingue chi fa sociale con dignità e passione da chi invece ha, o ha avuto, altri obiettivi. Vuol dire, soprattutto, non conoscere le angustie dei propri amministrati”.

Il sindacato – hanno detto i portavoce delle Associazioni – ha dato prova di non rimanere insensibile né ad una questione occupazionale, né ad una gigantesca questione sociale che investirà le nostre periferie –tutto il nostro sostegno allo stato di agitazione annunciato e ad assecondare attivamente le iniziative di lotta per ottenere quel dialogo istituzionale finora totalmente assente”.

 

Le Associazioni, Roma 30.5.2019

 

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