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COMUNICATO STAMPA
Roma, 3 febbraio 2009

Oggi riprende in Senato l’esame del disegno di legge “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica”. Diversi articoli riguardano la disciplina del fenomeno migratorio e rilevanti sono le modifiche che si intendono apportare alla legislazione in materia. Interventi che – secondo Nessun luogo è lontano – potrebbero avere gravi ripercussioni sui diritti dei cittadini stranieri.

Gli aspetti politicamente rilevanti del provvedimento, che vogliamo sottolineare, ineriscono l’introduzione del reato di ingresso e soggiorno illegale sul territorio nazionale, l’abolizione del divieto di denunciare alla polizia gli irregolari che ricorrono alle strutture sanitarie, il prolungamento fino a 18 mesi dei termini massimi di detenzione in un Centro di identificazione e espulsione (Cie), la previsione di una tassa sul permesso di soggiorno e l’innalzamento a due anni del limite minimo di residenza dopo le nozze necessario per la richiesta di cittadinanza italiana.

Come abbiamo già detto, il provvedimento colpisce soprattutto sotto due profili: da un lato continua a confondere norme che dovrebbero scoraggiare l’immigrazione clandestina e norme che dovrebbero esprimere una politica per la regolarizzazione e la cittadinanza. Dall’altro è palese come la maggioranza non riesca ad uscire, in materia migratoria, dalla palude della demagogia: digrigna i denti perché non ha idea di cosa fare davvero.
E del resto che questa non sia una nostra idea, lo dimostrano gli ultimi due fatti accaduti nell’ambito della maggioranza: il Ministro Maroni che pure a volte parrebbe ambire ad iniziative razionali, subisce il richiamo del populismo padano e promette “cattiverie” con i clandestini. E ieri, in una intelligente intervista sul Corriere della Sera il Ministro Pisanu, suo illustre predecessore e autorevole esponente del Pdl, afferma l’esatto opposto, cioè un pensiero che finalmente punti ad un governo del fenomeno e non a demagogie disperate.

Nessun luogo è lontano è preoccupata per le politiche messe in atto e le modifiche previste e fa appello a tutto il mondo politico affinché in Senato non si proceda nell’approvazione del disegno di legge, sull’onda dell’ultima emozione.
Si è perso moltissimo tempo, ma non si commetta l’errore di non capire che un buon governo dell’immigrazione è fondamentale per il Paese.

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