Abbiamo sognato e continueremo a sognare. 

I 20 anni di Nessun Luogo è Lontano. 

Progetti e idee per gli anni che verranno

15 Dicembre 2018, dalle 9.30 alle 12.30,

presso il Cesv, in via Liberiana 17- ROMA

ASSEMBLEA ANNUALE DI NESSUN LUOGO E’ LONTANO

1998 – 2018

Carissimi,

che senso potrà mai avere occuparsi di immigrazione, di periferie, di minori respinti, di diritti civili, in un mondo come questo qua? La comunicazione a senso unico, la battutaccia facile e volgare, lo sgombero forzato, piacciono, spaccano, convincono. Lo leggo in molti occhi e lo sento sussurrare; a quelli come noi ci danno delle brave persone, ma nel loro lessico non sono certo che si tratti di un complimento.

Ma siamo sicuri che i fessi siano quelli come noi? Quasi certamente sì, siamo fuori dal mondo, ma proviamo lo stesso a ragionare.

Negli ultimi due decenni abbiamo imparato diverse cose, ma soprattutto la rassegnazione. Non c’è nulla da fare contro la fine del lavoro, contro il declino dell’occidente, contro la vittoria dei neofascismi sulla libertà, del maschilismo impotente sul femminismo, dell’abuso sul diritto, di Domenica Live sull’abbecedario. Fino a pochi mesi fa, i più ipocriti dicevano pure che loro non sono razzisti, però … però siete peggio, perché nascondete il manganello sotto il mantello invece di mostrarlo. Tutta qui la differenza.

A tutto ciò, moltissimi si sono abituati e a questa roba rassegnati. Ma è stato un percorso, perché uno prima diventa un uomo delle caverne, poi impara a ragionare come lui. Per un po’ ti devi allenare: un’oretta di Barbara D’Urso, un articolo di Signorini, qualche serata in allegria davanti al grande Fratello Vip o all’impareggiabile Amadeus, e solo allora sei pronto per ragionare da troglodita.

Eppure … eppure … suggerirei più calma e più attenzione. Forse non tutto quello che è vincente lo resterà per sempre.

Avreste mai detto, ad esempio, che la Silicon Valley potesse arrivare sull’orlo del fallimento? Che i padroni della Rete, i dittatori dell’universo digitale (come li chiama Federico Rampini), sprofondassero in un mare di guai? Che le loro barche cappottassero nel discredito perché sfruttano i lavoratori, trafugano e alterano dati sensibili, civettano con i peggiori dittatori al mondo, evadono cifre colossali in ogni parte dell’universo? Che i dirigenti scappassero da Facebook o che, nella Silicon Valley, posto tanto amato dai politici burini di casa nostra, si materializzasse per la prima volta nella sua storia, la parola più giurassica, fuori moda e bella che sia mai stata applicata al mondo del lavoro: sciopero!

Roba che quando a Jeff Bezos, ceo di Amazon, magari solo omonimo di quel farabutto che per aprire una nuova sede a New York, ha estorto esenzioni fiscali tanto grandi che ogni cittadino americano pagherà 40 mila dollari per ogni neo-assunto, hanno detto che i suoi dipendenti facevano sciopero, si è fatto portare il vocabolario ed è svenuto dopo una sola occhiata al significato.

Capite cosa intendo dire? Nulla che oggi sembra ancora inviolabile, immutabile, non scalfibile, lo è poi davvero. Basta resistere. Tutto qua. Resistere. E informare, educare, fare memoria soprattutto con i ragazzi. Come cerchiamo di fare noi. E dargli una certezza: che parole come democrazia, libertà, uguaglianza, parità, torneranno a essere dei valori. Perché lo sono sempre stati.

Alla nostra Assemblea, in fondo, parleremo di questo, sostanzialmente.

Ed è per questo che vi aspettiamo!!!

Il presidente, Fabrizio Molina