Elogio di ciò che si ignora

by Redazione

E’ difficile, se non in forza di un pregiudizio positivo o negativo, dire con certezza quando Berlusconi fa davvero e quando scherza.
Quando, ad esempio, sceglie il colto pubblico dei Telegatti, quasi tutti venditori di pubblicità o di gnocca, per designare Fini alla successione, è sincero o bluffa?
Quando predilige il compleanno della vetusta mamma Rosa, in compagnia di qualche centinaio di lacchè, per dire che la storia della successione è una buffonata, ci fa o ci è?

Ciaonè, 31 gennaio 2007

E’ difficile, se non in forza di un pregiudizio positivo o negativo, dire con certezza quando Berlusconi fa davvero e quando scherza.
Quando, ad esempio, sceglie il colto pubblico dei Telegatti, quasi tutti venditori di pubblicità o di gnocca, per designare Fini alla successione, è sincero o bluffa?
Quando predilige il compleanno della vetusta mamma Rosa, in compagnia di qualche centinaio di lacchè, per dire che la storia della successione è una buffonata, ci fa o ci è?

E’ difficile dirlo con sicurezza, se si guarda al problema con disincanto e senza prevenzioni.
E’ invece certo che quando strabuzza gli occhi davanti alla Yespica che, tanto per dire, potrebbe essere la figlia di sua figlia Barbara, è sincero. Si può affermare con una certa sicurezza, perché ben sappiamo come la società dei consumi, quella del viagra e della ginnastica per tutti, abbia ficcato in testa a milioni di Matusalemme che si può fare tutto. Basta volerlo.

E avere la prova provata della bava di un settantenne che cola davanti ad un’avvenente ragazza che potrebbe essere sua nipote, incurante della prostata e degli sbalzi di pressione, mette gli incubi. Sarebbe meglio non sapere!
Com’è bello non sapere se la lettera a Repubblica con cui Veronica Berlusconi chiede le scuse del marito per le sue inoffensive intemperanze di sesso verbale, sia l’ennesimo alambicco del Cavaliere per riconquistare il centro della scena, o l’ulteriore sacrificio di una donna innamorata che dice al mondo che il suo uomo è più discolo che rincoglionito.

Ciaonè, 31 gennaio 2007


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