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by Redazione

La notizia è di terza mano, per molti quindi scarsamente attendibile. Nel proporvela dirò che sul secondo che l’ha riportata al terzo che poi l’ha detta a me, metterei la mano sul fuoco. I fatti:
riunione di redazione del Corriere della Sera. Ieri pomeriggio. Alla presenza di Paolo Mieli. Giornalista, opinionista, ex sfasciacarrozze del ’68, ma non è solo per questo che ha fatto carriera. Come usa dire, terzista, nel senso che secondo lui ha ragione Tizio, ma Caio non ha tutti i torti e pure Sempronio non sbaglia del tutto. Il direttore ideale per il Corriere.

Ciaonè, 9 ottobre 2007 

La notizia è di terza mano, per molti quindi scarsamente attendibile. Nel proporvela dirò che sul secondo che l’ha riportata al terzo che poi l’ha detta a me, metterei la mano sul fuoco. I fatti:
riunione di redazione del Corriere della Sera. Ieri pomeriggio. Alla presenza di Paolo Mieli. Giornalista, opinionista, ex sfasciacarrozze del ’68, ma non è solo per questo che ha fatto carriera. Come usa dire, terzista, nel senso che secondo lui ha ragione Tizio, ma Caio non ha tutti i torti e pure Sempronio non sbaglia del tutto. Il direttore ideale per il Corriere.

Non si sa come, forse era nervoso e raffreddato, Mieli se ne è uscito chiedendo a Magdi Allam di fare un pezzo sulla contestazione degli universitari iraniani contro Ahmadinejad accaduta proprio ieri. Proprio a lui, che da dieci anni scrive della bastardaggine genetica di qualunque musulmano. Apriti cielo! Magdi prima lo ha guardato incredulo, poi ha sorriso pensando ad una burla, quindi ha increspato il labbro piegando appena il marmo che gli copre il volto. Alla fine, vedendo Mieli irremovibile, gli ha rimasticato urlando oscure minacce in egizio antico. Alla fine a stento Magdi lo ha convinto a passare il servizio ad un altro, se solo fosse uscito qualcosa di più attinente al suo desiderio di sangue umano. Mieli accettava beffardo. Il tempo ha cominciato a scorrere, le rotative rombavano, i poligrafici cominciavano ad innervosirsi. Quando tutto sembrava perduto, è arrivato il prefetto di Treviso ad autorizzare l’uso del burqa. Una pirlata certo, ma a Magdi bastava: poteva tornare a vomitare ossessioni come sempre.

E la contestazione dei ragazzi iraniani passava sotto le previsioni del tempo.

Ciaonè, 9 ottobre 2007 


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