Silvia la mia amica

by Redazione

La mia amica Silvia, di cui taccio il cognome perché è una importante e detesto darmi delle arie, mi scrive domandandomi cosa pensi questa rubrica degli attuali casini politici italiani.
Non riesco a capire se me lo chiede per incoraggiare la prosa neorealista o perché glielo abbia chiesto il mio analista. Ad ogni modo farò finta di prendere la richiesta sul serio e tenterò di rispondere.

Ciaonè, 23 gennaio 2008

La mia amica Silvia, di cui taccio il cognome perché è una importante e detesto darmi delle arie, mi scrive domandandomi cosa pensi questa rubrica degli attuali casini politici italiani.
Non riesco a capire se me lo chiede per incoraggiare la prosa neorealista o perché glielo abbia chiesto il mio analista. Ad ogni modo farò finta di prendere la richiesta sul serio e tenterò di rispondere.

“Vedi cara Silvia, una recente ricerca della Fondazione Cep’phalhoni di Benevento ci mostra con chiarezza come gli italiani abbiano le idee chiare sulla crisi. Il 15% la attribuisce al fatto che i minorenni non dicono più le preghiere prima di coricarsi, il 33,33% dei nostri connazionali fa risalire tutto ai capelloni degli anni ’70 e al boom della minigonna. Il resto del campione si divide tra chi dice che le donne non fanno più la sfoglia, all’invenzione del grammofono, all’aria inquinata che non è più quella di una volta. Io credo che dovremmo prendere questi dati molto sul serio, farne oggetto di riflessione, portarli nelle scuole, preparare dei conseguenti disegni di legge. Abbiamo i politici giusti. Ciao silvia!”

Ciaonè, 23 gennaio 2008


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