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Decreto flussi e riforme

by Redazione

A più di un mese dai tre click day, previsti dal decreto flussi 2007, il Ministero dell’Interno aggiorna le cifre delle domande di autorizzazione all’ingresso per migranti “non stagionali”, le quali sono pervenute attraverso una procedura telematica. Sistema introdotto con l’intento dichiarato, non solo di evitare le code agli uffici postali, ma anche di ridurre i tempi per rendere esigibile al più presto il diritto all’ingresso, lavoro e residenza legali in Italia.

Continuano ad affluire al Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Viminale (visibili on line alle direzioni provinciali del lavoro ed alle questure che le devono esaminare) più di 600.000 richieste per i 170.000 posti previsti dalle quote.
Le questure ne hanno esaminato 33.000 ed espresso i relativi pareri (1.000 negativi), mentre le direzioni provinciali ne hanno verificato 5.000, 1.600 delle quali attendono chiarimenti per esprimere il parere finale. A maggio dovrebbero essere note le graduatorie finali – secondo le previsioni del Dipartimento Immigrazione, non escludendo controlli successivi.

500.000 migranti saranno, quindi, esclusi dagli ingressi dei c.d “non stagionali”, gran parte dei quali d’altro canto vivono e lavorano già in Italia da irregolari.
Inoltre, ci sono da aggiungere i nuovi c.d. “stagionali”; dal primo febbraio sono già 10.047 i cittadini stranieri che hanno fatto richiesta su 80.000 posti disponibili, i quali dopo la regolare permanenza massima di pochi mesi andranno in buona parte ad aumentare il fenomeno degli overtrayers: infatti, nel 2005 circa il 70% degli irregolari era arrivato con un permesso di soggiorno temporaneo.

La condizione di irregolarità si traduce ovviamente in una carenza di diritti fondamentali, lavoro sommerso e sfruttamento, nonché in una fragilità che porta spesso a comportamenti delinquenziali.

Si pone anche il problema per i cittadini stranieri regolari del riconoscimento dei diritti di cittadinanza, di partecipazione ed effettiva rappresentanza, elementi indispensabili per un sistema di convivenza pacifica dove diritti e doveri siano certi per tutti i membri appartenenti alla stessa comunità.

La crisi di governo ha di fatto interrotto l’iter delle principali riforme legislative presentate dalla maggioranza: la riforma della cittadinanza, della disciplina sull’immigrazione, fino alle norme penali per contrastare lo sfruttamento di lavoratori irregolarmente presenti sul territorio nazionale.

Il disegno di legge Amato-Ferrero, di riforma del Testo unico sull’immigrazione, puntava sul processo di coesione sociale attraverso il riconoscimento del diritto di voto per l’elezioni amministrative a favore degli stranieri titolari del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo. Riguardo alle quote degli ingressi dei migranti indicava una “revisione dei meccanismi di determinazione dei flussi di ingresso”.

La necessità di una complessiva ed organica riforma che comprenda i diritti di cittadinanza e la regolamentazione dei flussi migratori insieme a norme contro il lavoro nero dei migranti va ancor di più sottolineata oggi a ridosso della campagna elettorale quando lo scontro tra posizioni ideologiche e, quindi anche paralizzanti, sull’immigrazione potrebbe allontanare sempre più il nostro Paese da risposte serie, razionali e di governo di questo complesso fenomeno.

Dario Porta

(8 febbraio 2008)


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