Destra di cultura

by Redazione

Si sa, la cultura sta alla destra come il comunismo alla democrazia. Non è che non si piacciano, è che sono fatti per non capirsi.

Ciaonè, 10 luglio 2003

Si sa, la cultura sta alla destra come il comunismo alla democrazia. Non è che non si piacciano, è che sono fatti per non capirsi. Ora, tralasciamo il comunismo e la democrazia, perché stavolta ci occupiamo dei vivi. In tema di destra e cultura, è noto che quest’ultima sia saldamente rappresentata a destra da un triunvirato simbolico: Squitieri, Barbareschi, Buzzanca. Con rispetto parlando, avrebbe detto Totò. I secondi due si segnalano con fatica alle cronache, come è noto saldamente in mano ai comunisti. Squitieri, ben altra pasta di intellettuale, non è solo il marito di Claudia Cardinale, è anche un signore che dopo aver girato un po’ di film che piacevano tanto alle periferie descritte da Pasolini, intervenendo in un rispettabile convegno, dove tutti credevano fosse andato solo per le tartine, non ha voluto farci mancare il suo giudizio su quella terribile panzana delle leggi razziali. L’Italia di Mussolini razzista, intollerante e antiebraica? Ma quando mai, sostiene il nostro. E ha ragione. Bisogna essere precisi: servile, ruffiana e ignorante. Non tutta, molta.


Ciaonè

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