Facce di bronzo

by Redazione

Ma che carini i diesse! Costituito un multicolore gruppetto definito pomposamente Consulta multietnica, dove ci sono un po’ di immigrati che sono rappresentativi perché lo dicono loro , un po’ di preti servizievoli e di complemento che vorrebbero che l’occidente tornasse al salutare e più evangelico baratto e poi molti ma molti deputati, gli affida una missione epocale: organizzare l’ennesima bisboccia multietnica al festival dell’Unità.


Ciaonè
, 17 luglio 2003

Ma che carini i diesse! Costituito un multicolore gruppetto definito pomposamente Consulta multietnica, dove ci sono un po’ di immigrati che sono rappresentativi perché lo dicono loro , un po’ di preti servizievoli e di complemento che vorrebbero che l’occidente tornasse al salutare e più evangelico baratto e poi molti ma molti deputati, gli affida una missione epocale: organizzare l’ennesima bisboccia multietnica al festival dell’Unità.
Piatto politico forte: dare il voto agli immigrati. Ma certo, i nostri baldi diesse, dopo una serie invereconda di capriole sul voto degli italiani all’estero passando dalla contrarietà al dubbio e poi al favore, quando hanno capito che il commovente Tremaglia l’avrebbe spuntata, ora chiedono che chi vive, lavora e paga le tasse nel nostro Paese, deve anche votare. Applausi. Ma si tratta dell’esatto contrario degli emigranti italiani, a cui tutti vogliamo un gran bene, ma che qui non vivono, non lavorano, non pagano le tasse.
Ma forse i diesse non sono delle qualunque facce di bronzo, hanno solo creduto che il diritto di votare si possa elargire, come un disco di Reitano o di Cotugno.


Ciaonè

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