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Sette anni in Tibet

by Redazione

Veramente siamo alla frutta! Ma come? In questi giorni si stanno per aprire i congressi di DS e Margherita, che dovranno sciogliersi per dar vita al Partito Democratico e La Repubblica, che del nuovo partito è la mamàn, scende in sciopero per una settimana? Ma è il colmo, il colmo vi dico!

Ciaonè, 18 aprile 2007

Veramente siamo alla frutta! Ma come? In questi giorni si stanno per aprire i congressi di DS e Margherita, che dovranno sciogliersi per dar vita al Partito Democratico e La Repubblica, che del nuovo partito è la mamàn, scende in sciopero per una settimana? Ma è il colmo, il colmo vi dico!

Sarebbe come se una donna, dopo aver copulato, essere rimasta incinta, aver allevato il suo feto per nove mesi, pretendesse di chiedere ai medici che la stanno per portare in sala parto se, mentre il pupo nasce, lei può andare ad Ostia a fare il bagno. Non è solo impossibile, è contro natura. Come Totti che venisse sorpreso a leggere Marquez.
Quelli che la sanno lunga dicono che nel nostro Paese è in atto uno sconvolgimento profondo con i gruppi di potere che si scompongono e vanno a ricomporsi altrove e che la Repubblica sia figlia di questa guerra. Io tutte queste dietrologie le capisco poco, ciò che auspico è un po’ di moderazione e ragionevolezza. In particolare, sullo sciopero de La Repubblica, ci vorrebbe un mediatore. Mi offro io, oggi va di moda. Sarò mica più pirla di Gino Strada?

Se vogliamo che a La Repubblica si torni al lavoro, dobbiamo almeno garantirgli che l’azienda non sarà venduta prima che la Manciuria sia entrata in Europa; dobbiamo anche dirgli che Scalfari e l’attuale direttore Mauro si impegnano a non supportare più nessuna novità politica, visto che tutto quello che toccano esplode. Ciò che resta poi da stabilire è come ci comportiamo se ci chiedono di liberare ostaggi: in altre parole, se ci chiedono di inviare per qualche annetto in Tibet i dirigenti del centro sinistra, che facciamo? E se ci chiedono, ad esempio, Dini, Di Pietro, Giordano, Calderoli, accettiamo?
O vogliamo correre il rischio che, passata la sbornia, ci ripensino?

Ciaonè, 18 aprile 2007


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