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L’immagine distorta (e odiosa) che una certa informazione e una certa politica danno del problema immigrazione

by Redazione

Di Beppe Casucci

C’è un grandissimo gap tra la realtà documentata e la percezione mediatica che la gente ha della rappresentazione di chi arriva dal mare. Analizziamolo

 

Secondo il Rapporto annuale sull’Economia dell’Immigrazione 2014 della Fondazione Leone Moressa, il bilancio tra costi per l’immigrazione ed entrate è in attivo di 3,2 miliardi di euro.

L’apporto degli stranieri. Tra Irpef e contributi versati all’Inps, gli stranieri sborsano all’anno nelle casse dello Stato qualcosa come 15,6 miliardi di euro. Le spese, comprese quelle per l’istruzione, la sanità, gli stipendi per le forze dell’ordine impegnate in tutto ciò che concerne il fenomeno immigrazione, l’operazione Mare Nostrum, ammontano invece in media a 12,4 miliardi di euro: appunto 3,2 miliardi di euro in meno rispetto alle entrate.

Se si calcola il bilancio per unità, emerge che in media uno straniero ha versato 7.050 euro allo Stato italiano, ricevendo in cambio solo 2.500 euro in servizi.

E quanto è costata l’operazione Mare Nostrum, durata 12 mesi e che ha salvato oltre 170 mila vite umane? E’ costata 108 milioni di euro, cioè 635 euro a testa. Eppure è stata chiusa perché costava troppo.

Secondo lo studio della Fondazione Leone Moressa i lavoratori stranieri producono l’8,8% del Pil italiano e le 497mila imprese gestite da stranieri, che si tratti di individuali o no, generano circa 85 miliardi di euro l’anno, contribuendo al Pil per il 6,5%. Eppure per la stampa e per la pubblica opinione contano di più i 34 euro al giorno che si spendono per rifugiato: circa 900 euro al mese a persona, che vengono quasi tutti da fondi europei e che non vanno in tasca al singolo rifugiato, ma nelle casse delle associazioni italiane che ne gestiscono l’accoglienza.

C’è un grandissimo gap tra la realtà documentata e la percezione mediatica che la gente ha della rappresentazione di chi arriva dal mare.

Sempre per lo studio che citavo, solo il 23% degli intervistati pensa, in realtà, che il rapporto tra costi e benefici sia a favore dei secondi. Il 69% è invece convinto che gli immigrati siano soprattutto un costo per le casse statali.

E’ una rappresentazione falsa della realtà, distorta dai mass media e da una certa politica, ma è anche la rappresentazione nell’immaginario collettivo del pericolo che viene dall’Africa, dell’invasione di un esercito di disperati e della sapiente immagine mediatica che lo stesso jihadismo è capace di dare di se stesso.

Si diceva ieri in un incontro che la presidente della Camera Laura Boldrini ha avuto con associazioni della società civile, che quando si parla di rifugiati, è come tentare di svuotare l’oceano con un secchiello bucato. “Le proposte più assurde e inattuabili, come il blocco navale davanti la Libia, fanno più effetto di cento ragionamenti, in quanto fanno leva su di una intima paura che è latente dentro ognuno di noi”.

“Dire che il diritto all’asilo è sancito da leggi internazionali e chi arriva da zone di guerra ha diritto ad essere protetto, non produce interesse mediatico. Dire invece che il problema si risolve facendo la guerra ai migranti (come fanno molti esponenti di partito) produce consenso elettorale”.

Ma dobbiamo sempre ricordare che il nostro dovere di società civile non è difenderci dai rifugiati, ma difenderli.


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