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ISMU: STRANIERI IN ITALIA, SONO 5,9 MILIONI

by Redazione

Il 22esimo Rapporto Ismu (Iniziative e studi sulla multietnicità http://www.ismu.org) sulle migrazioni racconta e fotografa la situazione dei “nuovi italiani”, cresciuti nell’ultimo anno di 52mila unità, di cui 31mila irregolari. Pubblichiamo questo interessante e istruttivo testo tratto da www.chiamamilano.it

Al primo gennaio 2016 gli stranieri residenti in Italia sono il 9,58% della totalità della popolazione abitualmente residente in Italia: tradotto in cifre 5,9 milioni di stranieri,regolari e non, con un aumento contenuto rispetto all’anno precedente, +0,9%, pari in numeri assoluti a 52mila unità in più, di cui31 mila irregolari. Questa è la fotografia della popolazione straniera in Italia che emerge dal 22esimo Rapporto Ismu sulle migrazioni.

 

Numeri che vanno naturalmente letti anche in rapporto al quadro degli anni scorsi e dell’evoluzione complessiva del fenomeno. Bisogna infatti tenere conto anche delle acquisizioni di cittadinanza italiana avvenute nel corso del 2015: lo scorso anno infatti i ‘nuovi italiani’ sono stati 178 mila, contro i 130 mila del 2014 e 60 mila del 2012. Se ai 52 mila stranieri in più conteggiati si aggiunge quindi anche questo dato, l’aumento complessivo sale a 230 mila (+3.9%). Questo, è stato sottolineato durante la presentazione del rapporto a testimonianza del fatto che “la crescita c’è ma non si vede e che al tempo stesso gli immigrati in Italia sono in genere più stabili e integrati.

“C’è una sorta di bipolarismo rappresentato da chi acquisisce la cittadinanza e da chi invece è ancora ai primi gradini della ‘scala’ – ha osservato Gian Carlo Blangiardo – è un doppio aspetto da gestire”. Tra gli aspetti più interessanti messi in luce dal Rapporto c’è quello sull’arrivo via mare di minori non accompagnati: secondo i dati infatti al 31 ottobre 2016 i minori non accompagnati sbarcati sulle coste del nostro Paese sono stati 23mila, un numero per i soli primi 10 mesi dell’anno in corso, già di gran lunga maggiore di quello registrato in tutto il 2015 quando furono 12.360, e dell’intero 2014 quando ne vennero segnalati 13.026. Nel 2016 inoltre fino alla fine di ottobre i minori non accompagnati hanno rappresentato circa il 14% di tutti gli arrivi via mare, mentre nel 2015 costituivano l’8% del totale e nel 2014 il 7,7%. A questo si accompagna il ‘nuovo record’ raggiunto dall’Italia proprio per numero generale di sbarchi di migranti: 171 mila arrivi via mare tra il primo gennaio e il 27 novembre 2016. Una cifra già superiore a quella raggiunta nel 2014, nell’anno di punta dell’ultimo quinquennio, quando furono 170 mila. Nel 2015 furono invece 154 mila.

Aumenta, infine, parallelamente anche il numero dei richiedenti asilo: nei primi 10 mesi del 2016 sono state presentate 98 mila domande, contro le 84 mila del 2015.

Al contrario, tra i numeri in decrescita c’è il tasso di natalità degli stranieri presenti in Italia: dagli 80mila nati nel 2012 (numero massimo raggiunto) si è passati a 78mila nel 2013, a 75mila nel 2014 fino a 72mila nel 2015. Un dato che mostra che “anche se il contributo complessivo degli stranieri allo svecchiamento della popolazione rimane importante, è evidente però che c’è un progressivo adattamento al modello riproduttivo della società italiana e che la prevista ‘rivoluzione delle culle’ che qualcuno teorizzava si è rivelata una falsa aspettativa”.

Per quanto riguarda il comparto “lavoro”, invece, l’analisi mostra che nel 2015 c’è stato un aumento di occupazione straniera (+2,8% rispetto al 2014) e che i disoccupati stranieri sono diminuiti di circa diecimila unità, rappresentando il 18% dei disoccupati complessivi nel nostro Paese.

Qualche dato anche sulla distribuzione degli stranieri in Italia: la maggioranza risiede ancora al Nord, ma rispetto a qualche anno fa è il Sud a vedere un aumento più significativo di migranti. Sempre secondo i dati, al primo gennaio 2016 la netta maggioranza degli stranieri (58,6%) risiede nelle Regioni del Nord ma nel biennio 2014-2015 la crescita maggiore dei residenti si è registrata sopratutto nel Sud (+58mila), nel Centro (+29mila) e nelle Isole (+26mila). Il Nord Ovest presenta un lieve aumento (+13mila) mentre il Nord Est perde residenti (-22mila). Tuttavia, è precisato nel Rapporto, se dai bilanci anagrafici si escludono le uscite per acquisizioni di cittadinanza, il Nord Est mantiene nel 2015 un saldo attivo per +38mila unità, il Nord Ovest per + 59mila e il Sud per + 38mila.

“In ogni caso – è stato spiegato durante l’incontro – sul piano della dinamica migratoria sembra sia soprattutto il Mezzogiorno l’area che denota più vivacità nel biennio 2014-2015, tant’è che i tassi migratori netti nel Sud e nelle Isole risultano oltre il doppio rispetto a quelli delle aree del Centro Nord”.

E l’andamento è confermato anche dalla ‘graduatoria’ provinciale dei ‘tassi migratori’ che vede ai primi sei posti altrettante circoscrizioni del Mezzogiorno: Crotone (14,4%), Campobasso (13,7%), Trapani (11,7%), Benevento (11,2%), Sassari (11,2%) e Isernia (11,1%). La prima provincia del Nord è Bolzano, al 28esimo posto, mentre Milano è al 40esimo, prima fra le città metropolitane.

“E’ il tempo di un grande piano di inclusione che veda insieme le varie componenti. Non solo i territori e le Regioni, ma anche ad esempio i ministeri e su questo siamo un po’ in ritardo” è il commento del prefetto Mario Morcone, capo dipartimento per l’immigrazione del ministero dell’Interno, presente questa mattina.

“Siamo un Paese che sta facendo con grande dignità sua parte, molto meglio di quanto rappresentato”, ha detto Morcone rivendicando quanto messo in atto finora, e poi ha evidenziato la necessità di un passo ulteriore con un “grande progetto di inclusione” per sconfiggere ad esempio fenomeni come il caporalato e l’abuso di manodopera straniera. “Ci vuole coraggio politico – ha detto – per fare qualche passo che dobbiamo trovare la forza di fare nel prossimo futuro”.


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