Raccolta fondi NELL

Informazioni Personali

Dettagli Fatturazione

Per effettuare una donazione tramite bonifico bancario, è necessario seguire i seguenti passaggi:

  • Eseguire un bonifico bancario a favore di "Associazione Nessun luogo è lontano"
  • IBAN: IT65P0832703243000000003948
  • c/c in essere presso Banca di Credito Cooperativo di Roma - Ag. 121
  • Come causale, indicare "Donazione per "Banca di Credito Cooperativo di Roma - Ag. 121"
  • Inviare copia del bonifico effettuiato a: [email protected]

Vi informiamo che  da gennaio 2020 è cambiato il bonus fiscale in favore delle associazioni del terzo settore.

Per maggiori informazioni:

https://quifinanza.it/fisco-tasse/maxi-bonus-fiscale-cosa-prevede-riforma-terzo-settore/348450/ GRAZIE!

Totale Donazione: €100,00

La lettura condivisa. Chi?

Foto di Maël BALLAND da Pexels

Uno degli interventi che ha registrato maggiori apprezzamenti all’interno del nostro progetto (S)Cambio(il)Mondo, è legato all’attività di lettura congiunta adulto bambino: i nostri Laboratori di Lettura Condivisa. Ma perché è così importante leggere assieme ai bambini e farli leggere sin dalla più tenera età?

È ormai abbastanza nota e diffusa la consapevolezza di quanto importante sia leggere precocemente con i bambini: leggere a voce alta è un momento unico d’interazione adulto bambino, che rappresenta uno dei pilastri principali per sostenere il suo sviluppo cognitivo ed emotivo. La promozione di questa piacevole abitudine familiare è portata avanti anche da svariati meritevoli progetti: fra i principali nel panorama nazionale, citiamo Nati per Leggere, un progetto nazionale, promosso dall’AIB, dall’ACP e dal Centro per la Salute del bambino di Trieste, che promuove e supporta varie attività per diffondere e promuovere la cultura della lettura a voce alta ai bambini.

Per accostarci alla Lettura Condivisa e assaporare i vari aspetti di un fenomeno trasversale alla Psicologia dello sviluppo e alla Pedagogia, attivo in famiglia come fuori da questa (a scuola o altrove), prendiamo in prestito le 5 W del giornalismo e con le prossime Pillole di Psicologia chiediamoci Chi,  Cosa, Quando, Dove e Perché leggere ai bambini.

Chi?

Chi deve leggere? Tutti. E chi deve leggere ai bambini? Un genitore, si risponderebbe di solito. E qui lo asseriamo senz’altro. O per lo meno, partiamo da questo. Ma io risponderei ancora di nuovo: tutti. Mamme, papà, nonni, tate, maestre, qualunque adulto, padrone assoluto, in teoria, del potentissimo mezzo della letto-scrittura, può e dovrebbe leggere ad ogni bambino. Ma forse questo è abbastanza scontato. Vorrei qui allora aggiungere che anche fratelli e cugini e amichetti, e non necessariamente alfabetizzati, possono “leggere” ai e coi più piccoli. Quello che mi preme sottolineare è come l’evento “lettura”, qualora condotto in modalità “congiunta” si arricchisca di significati e potenzialità altrimenti irraggiungibili. La lettura così svolta diventa uno strumento potente di condivisione dell’attenzione, triangolazione cognitiva indispensabile alla comprensione di sé e dell’altro, anche se il partner di lettura non fosse un lettore “competente”.

Osserviamo tutti come un bambino, anche di una dozzina di mesi, possa prendere autonomamente un libro, sfogliarlo, “leggerlo” e “commentarlo” (è questo che in pratica fa, quando indica, esclama o fa altro con un libro in mano: ne commenta il contenuto, con i mezzi e le risorse di cui dispone). 

Ma se lo stesso bambino si troverà seduto accanto al fratello o alla sorella maggiore, intento a leggergli qualcosa, ecco che la lettura avrà una marcia diversa, perché ai suoi mezzi si affiancheranno quelli dell’altro. Modesti anche quelli, potreste dire voi. Certo, sotto i 5-6 anni non sanno “leggere”, nel senso che non sanno decodificare il rapporto grafema-fonema che fondendosi dà luogo alla lettura. Ma proprio per questo le risorse messe in campo appaiono estremamente attraenti per il più piccolo: innanzitutto sono potenzialmente “infinite” (come è infinita la capacità immaginativa umana), perché il bambino che non sa che c’è veramente scritto sulla pagina, se lo inventerà. E ogni volta potrà usare parole diverse, pur seguendo un filo narrativo intuito per altre vie (ad esempio il riconoscimento di immagini, od il ricordo della storia, ecc.). Siamo noi adulti che ci “limitiamo” a leggere quel che c’è scritto su un libro. Noi di un libro di norma facciamo una lettura “ortodossa”, i bambini ne possono fare una “originale”. Ogni volta diversa. E poi, cosa non meno importante, quelli del fratello/sorella sono i mezzi e le risorse che al piccolo appaiono più alla propria “portata”: il bambino imita, si sa, ma ama soprattutto imitare il coetaneo e l’immediatamente più grande. È lì, vicino. Sente che, tutto sommato, potrebbe arrivarci anche lui/lei. Quindi, se vi capita, vi invito non solo a leggere ai vostri bambini ma anche a mettere un libro in mano ad un fratello o cugino o compagno maggiore e vedere cosa succede. Con voi nei dintorni, magari.

Link utili:

(S)Cambio(il)Mondo

Nati per leggere: http://www.natiperleggere.it/

AIB: https://www.aib.it/

ACP: https://acp.it/it/

Centro per la Salute del bambino di Trieste : https://csbonlus.org/


About the Author


Redazione


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cerca

Archivi