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20 giugno, giornata mondiale del rifugiato: quel che ci dicono i numeri

by Redazione

Arrivi via mare nel Sud Italia a quota 58 mila. Eurostat, nel 2013 solo 4.840 rifugiati trasferiti in Paese differente da quello d’arrivo. Svezia e Germania i Paesi più ospitali. Italia al quarto posto

(di Giuseppe Casucci, Vicepresidente del CIR)

Roma, 19 giugno 2014 – Prosegue la catena ininterrotta di flussi di arrivo via mare, in prevalenza richiedenti asilo in arrivo da zone di guerra come la Siria, la Somalia ed il Sudan. Secondo Carlotta Sami, portavoce italiana dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr), da gennaio 2014 sarebbero arrivati sulle coste meridionali dell’Italia oltre 58 mila persone: una cifra notevole e quasi doppia al numero di arrivi registrati nel primo semestre 2013.
Per l’UNHCR, si tratta di numeri importanti ma inferiori ai flussi di profughi in corso in Paesi come Iraq e Siria dove i “displaced people” si contano a milioni. ”Come Italia e come Europa – ha commentato Carlotta Sami, alla vigilia della Giornata mondiale per il Rifugiato – abbiamo i mezzi idonei per attrezzarci e risolvere il problema con l’organizzazione. Dobbiamo iniziare a ritenere strutturale e non occasionale questo fenomeno, che verrà acuito dal proliferare di conflitti nel mondo”.
Parlando di Europa, ci ha pensato Eurostat oggi a dare un valore numerico alla solidarietà tra i 28 Stati Membri nel far fronte alle ondate migratorie provenienti dal Nord Africa. Nel 2013 la cifra precisa di persone trasferite in un Paese differente da quello di arrivo è stata di 4.840 persone con lo status di rifugiato.
Va fatto notare, per amore della precisione, che la Convenzione di Dublino sui rifugiati prevede che il richiedente asilo debba fare domanda nel primo Paese europeo in cui mette piede. Se la domanda gli verrà accettata dovrà rimanere a vivere lì. Per questa ragione i trasferimenti sono molto difficili e debbono essere fortemente motivati.
L’ufficio statistico dell’UE ha sottolineato che il numero complessivo di rifugiati nel Vecchio Continente l’anno scorso è stato di 135.725 unità, a fronte di circa 435.000 domande di asilo. Questi dati ovviamente non includono gli immigrati, che non sono nella condizione di fare domanda per l’asilo.
I dati Eurostat vengono pubblicati alla vigilia della giornata mondiale per i rifugiati. La Svezia è il paese che ha mostrato maggiore solidarietà nell’Ue, facendosi carico nel 2013 di 1.820 rifugiati provenienti da altri paesi Ue, e dando ospitalità in totale a 26.395 rifugiati (quasi un quinto del totale Ue), prevalentemente provenienti dalla Siria. Altri 965 rifugiati sono stati trasferiti nel Regno Unito dai paesi Ue di arrivo, 955 in Norvegia, 675 in Finlandia e altri 515 in Danimarca.
La Germania ha accolto solo 280 rifugiati da altri paesi Ue, ma ha a sua volta concesso asilo direttamente a un totale di 26.080 immigrati, il numero più alto dopo la Svezia, e prima di Francia (16.155) e Italia (14.465). Ovviamente, nei Paesi mediterranei destinatari delle ondate più cospicue di immigrati e richiedenti asilo, in particolare Italia, Grecia e Spagna, non si registra alcun rifugiato proveniente da altri paesi Ue.


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